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Variazioni coorazione varie essenze


Sirio
(@sirio)
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Introduco questo argomento, in quanto ho verificato che alcuni oggetti, realizzati in passato utilizzando varie essenze, che conferivano loro un aspetto accattivante e vivo mi sono oggi diventati smorti per tonalità e con le caratteristiche cromatiche dei vari legni decisamente cambiate. Mi riferisco ad esempio, ad un bottiglia di segmentato di olivo che, appena fatta, era vivace per le differenze di venatura e colori è diventata uniformemente marrone, oppure un segmentato con noce, paduk, violet wood, ecc che ha perso quasi del tutto i contrasti delle essenza appena lavorate, ecc. In passato mi ero dedicato a studiare le varie numerose tabelle dei colori delle essenze, per poi reperirle per  lavorarle. Ho poi lentamente scoperto che gli aspetti cromatici dei vari legni sono assolutamente diversi (chi più chi meno) da appena lavorati a quando esposti a lungo alla luce e all'ambiente. Considerazione personale: forse è meglio concentrarsi sulla forma e le anomalie cromatiche e strutturali dell'essenza che sulle caratteristiche cromatiche teoriche del legno stesso.

Discorso analogo vale per le varie finiture, ampiamente descritte e dettagliate in ampia documentazione, ma quasi mai contestualizzate ad uno specifico oggetto di una specifica essenza. Ad esempio, un oggetto piccolo, a livello di gioielleria lignea, è vivo se lucidato con la carnauba pura, ma poi tende a opacizzarsi; meglio lucidarlo con il CA; un grande piatto in noce finito lucido mi appare stucchevole, mentre finito con olio Danese o Tung si scurisce troppo. La finitura con cera d'api è accattivante appena passata, ma pi si spenge, ecc, In conclusione ho scoperto che non esiste la finitura "magica", mo finiture ottimali per tipologia di oggetto e relative essenze.

Dopo questo lungo sproloquio, magari abbisognevole di approfondimenti, ecco alcune domande, scaturite anche dalla mia comparazione di foto di molti oggetti appena lavorati ad oggi:

1 esiste un articolo o una tabella illustrata comparativa del colore e della venatura delle varie principali essenze appena lavorate e dopo lunga esposizione e invecchiamento?

2 esistono prodotti (non credo) che proteggono il colore dell'essenza dall'esposizione ed all'invecchiamento (il paduk può mantenere il suo arancione e non diventare poi marron?, così come l'abete o il pino possono rimere chiari?)

3 qualcuno si è divertito ad abbinare un tipo di finitura (cere ed olii) ai vari oggetti, diversi per dimensione, essenza, finalità e tipo di lavorazione (in vena o attraverso)

Se trovate l'argomento interessante, grazie per le risposte

Sirio


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Marco Del Gaudio
(@babbus)
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A me interessa😉..hai modo di postare foto di “prima” e “dopo”? È noto che i raggi UV interferiscono sul colore in tutti i campi..ma anche le condizioni climatiche..la vernice delle auto ne è un esempio classico, così come un mobile colpito “parzialmente” dai raggi solari..ricordo un collega che aveva una BMW di 10 anni…affiancata alla mia Fiat di 4, sembrava nuova di pacca mentre la mia..lasciamo perdere😡..qui entra in gioco la qualità del prodotto..le vernici tedesche costavano 3 o 4 volte di più..ma nel legno, bene o male, i prodotti sono quelli… australiani, europei ecc..ma più o meno siamo lì.. capisco che in un segmentato è più facile rilevare il cambio di contrasto..io non ne ho ancora fatti..in più tornisco da pochi anni e non so che tempi ci vogliono x i cambiamenti che citi..attendo risposte dai veterani😊😉..un prodotto anti UV aiuterebbe ma a mio avviso influenzerebbe troppo il “carattere” del pezzo🙄


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Sirio
(@sirio)
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ecco due esempi di un prima e un dopo dieci anni. Penso comunque che òa strada da percorrere non sia quella di trovare la finitura "magica", ma di realizzare gli oggetti sapendo di che colore saranno ... poi. Per la finitura penso, inoltre, che deve essere naturale (olio e cera, poco turapori) senza impregnare il legno con vernici invadenti.

Settimana apuana copia

 

DSC00461
12 Vaso1 segmented copia
DSC00460

 


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Emiliano
(@emiliano)
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Pubblicato da: @sirio

2 esistono prodotti (non credo) che proteggono il colore dell'essenza dall'esposizione ed all'invecchiamento (il paduk può mantenere il suo arancione e non diventare poi marron?, così come l'abete o il pino possono rimere chiari?)

ciao sirio, mi viene da pensare ai mobili antichi quelli magari intarsiati che mantengono più o meno i colori belli e ben distinti delle varie essenze. Sicuramente sono stati curati negli anni. Non so però come 🤣  può essere uno spunto...


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Roberto Cecconello
(@roberto-cecconello)
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Pubblicato da: @sirio

 

1 esiste un articolo o una tabella illustrata comparativa del colore e della venatura delle varie principali essenze appena lavorate e dopo lunga esposizione e invecchiamento?

Non che io sappia; del resto sarebbe davvero di difficile compilazione: immaginiamo di parlare di Padauk...ma quale? quello che arriva dalle Adamane (Dalbergioides) o quello birmano (Macrocarpus) o ancora quello africano (Soyauxii). E vogliamo ricordare che il Narra e l'Amboina (che non sono Fabacee) vengono talvolta contrabbandate come Padauk?

Oltre a questa problematica occorre ricordare che esposizione e ossidazione dipendono, ovviamente, da condizioni ambientali che possono essere decisamente variabili.

2 esistono prodotti (non credo) che proteggono il colore dell'essenza dall'esposizione ed all'invecchiamento (il paduk può mantenere il suo arancione e non diventare poi marron?, così come l'abete o il pino possono rimere chiari?)

Ascoltando le voci flautate dei venditori di vernici ed affini, si potrebbe credere che esistano prodotti protettivi.Nella realtà non c'è nulla che possa evitare il naturale decadimento del legno. Alcuni prodotti possono rallentare il viraggio del colore. Rallentare nulla di più.

3 qualcuno si è divertito ad abbinare un tipo di finitura (cere ed olii) ai vari oggetti, diversi per dimensione, essenza, finalità e tipo di lavorazione (in vena o attraverso)

In genere la finitura è un procedimento che viene deciso già in fase di progettazione (a fronte di esperienza/preferenza personale); sostanzialmente dovrebbe essere il degno complemento finale di un lavoro.

Ma può essere che qualche sperimentatore abbia preventivamente cercato e catalogato gli "incroci" possibili.

 


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Sirio
(@sirio)
Eminent Member Soci
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Concordo con le considerazioni di Roberto, che si possono sintetizzare in: quasi impossibile esaminare il problema ricercando un fattor comune; le varianti e le condizioni sono troppe.

Detta questa verità, esisterebbe un sistema empirico per aumentare la conoscenza del problema, in quanto i tornitori con lunga esperienza sono molti e le loro esperienze al riguardo sono numerose e varie. Si potrebbe, quindi, effettuare un "referenfum - raccolta", che mi pare sarebbe il primo. Paragonare le foto di alcuni oggetti "prima" e diciamo quanche anno "dopo", con le relative spiegazioni sulle essenze usate, la finitura, l'esposizione, commenti sulle variazioni cromatiche riscontrate, ecc. Dopo la raccolta dati, chissà quando, si potrebbe vedere se sia possibile trarre una qualche conclusione a fattor comune - facile a dirsi, difficile a farsi.


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Marco Del Gaudio
(@babbus)
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Pubblicato da: @sirio

ecco due esempi di un prima e un dopo dieci anni. Penso comunque che òa strada da percorrere non sia quella di trovare la finitura "magica", ma di realizzare gli oggetti sapendo di che colore saranno ... poi. Per la finitura penso, inoltre, che deve essere naturale (olio e cera, poco turapori) senza impregnare il legno con vernici invadenti.

Settimana apuana copia

 

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12 Vaso1 segmented copia
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Perfettamente d’accordo con te sulla finitura👍.. per quanto riguarda un pezzo realizzato da unica essenza..zero problemi..invecchia e, se varia..varia tutto😉..il problema penso riguardi unicamente un mix di materiali tipico del segmentato..qui, a parte qualcuno con conoscenze esagerate, come leggo sopra, sarebbe già bello conoscere quali legni hanno variazioni note nel tempo, che cambiano notevolmente..nei tuoi lavori in foto (belli..il “vassoio” mi piace particolarmente😉) il vaso ha perso il contrasto della “greca” centrale, mentre il vassoio pare averlo mantenuto abbastanza..magari una piccola tabella dei materiali più soggetti a questo fenomeno sarebbe utile..non una Treccani..basta una tabellina😄


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