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Tecnica-Tornire Una Ciotola  


adminaiatl
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di Roberto Cecconello.

Dando per assodato che abbiate incamerato le nozioni di base della tornitura in legno parallelo,passiamo a quella in legno traverso.
In questo tipo di lavorazione useremo anche il quarto utensile della vostra dotazione:la sgorbia per scavare.
Anzi,per meglio dire:nella realizzazione di una ciotola è l'unica sgorbia che useremo
 
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Quello che vedete raffigurato quì sopra,è il profilo frontale di una "superflute" (altro modo di chiamare una "bowl gouge" o sgorbia da scavo)

Quindi, visto che non è poi così diversa da altre sgorbie,dove sono i suoi punti di forza?
L'idea è che l'ampio raggio sul lato delle pareti,tagli  come un grande sgorbia (diciamo un sgorbia da 1/2"), ma se  ruotiamo leggermente il fusto, ci troviamo a  tagliare con il piccolo raggio sul fondo della gola e  si ottiene un  taglio simile a quello di una piccola sgorbia (diciamo una sgorbia da 1/4"). Dato che la "miscelazione" tra i due raggi di taglio è a nostro piacere regolabile e senza soluzione di continuità,ne derivano alcuni vantaggi.Si può avere più controllo sul taglio rispetto a quello che che si avrebbe con una sgorbia tradizionale e si può ottenere un più alto livello di finitura. Il piccolo raggio sul fondo della gola  stabilizza un taglio "aggressivo";questo rende la sgorbia anche più facile da controllare quando, tornendo una ciotola, ci rende più semplice il taglio di ingresso sul  bordo dello scavo dove il tallone della sgorbia,inizialmente,poggia sostanzialmente  su "aria fresca".

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Nella sequenza di disegni quì sopra,vediamo le varie possibilità di affilatura di una sgorbia da scavo;la versione "A",è l'affilatura con cui generalmente viene fornita all'atto dell'acquisto.
Con questa affilatura avete i vantaggi descritti nella premessa,ma richiede padronanza e controllo sicuri e consapevoli;le due ali sono un rischio costante di "piantata",quando non correttamente presentate al legno.
Nella versione "B",si arretrano le ali e si aumenta leggermente l'angolo;una sgorbia più agile e sicura che perdona qualche lieve errore di presentazione.In questa versione è spesso presente un secondo tallone (generalmente a 30°) per migliorare ancora la percorrenza del taglio.
La versione "C" è molto personale e specialistica;usata solitamente per veloci asportazioni in scavo,dove l'ala lasciata integra svolge la maggior parte del lavoro. Un tipo di affilatura che richiede una conoscenza avanzata della presentazione e dell'utilizzo della sgorbia.
La versione "D" è molto utilizzata nel raccordare il transiente di scavo tra parete e fondo;l'angolo elevato permette un'agilità di percorrenza insospettata.Da utilizzare con perizia,per via delle ali non arretrate.
Nella versione "E" troviamo concentrate una serie di agevolazioni,sia di presentazione che d'uso,che ne fanno una delle affilature più indicate per il principiante. Conosciuta sia come affilatura "Ellsworth" (dal tornitore che l'ha divulgata) che come affilatura "Irish" (pare per il fatto che fosse comunemente utilizzata dai tornitori irlandesi da tempi remoti) sconta la praticità d'uso con una maggior difficoltà nell'affilare alla mola;fatto quest'ultimo,superato brillantemente con l'uso dei jigs in commercio.

Dopo questa breve panoramica che dovrebbe servire a chiarirvi le idee (evitando in futuro di ricadere nell'uso del termine "affilatura ad unghia" del tutto inutile e fuorviante),passiamo all'azione.
Signori e signore,si tornisce

Di seguito vediamo ciò che serve per la nostra prima ciotola.

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Un pezzo di legno e la nostra sgorbia per scavare;il legno è tratto da una tavola spessa circa 12 cm. di Pino,sgrossata con la sega a nastro intorno ad un diametro di circa 25 c.
Le dimensioni non sono vincolanti,ovviamente,ma per quanto vi è possibile cercate di mantenere il rapporto 1:2 tra altezza e diametro:vi aiuterà nel mantenere delle propozioni gradevoli
Anche se so che le vostre mire convergono verso tronchetti più o meno affascinanti,nelle prime realizzazioni utilizzate materiale proveniente da assi:la più comoda e sicura possibilità di presa vi lascerà liberi di concentrarvi sulle lavorazioni da apprendere
Ancora una precisazione sulla sgorbia:diversamente da altri tornitori,consiglio,come prima sgorbia per scavare,il modello da 3/8";potrebbe sembrare una sgorbia "leggera",in effetti lo è. Ma proprio per questo richiede una conduzione meno precipitosa,aggressiva...più meditata ed attenta;ovvero l'ideale per comprendere la meccanica di taglio e impadronirsi della sensibilità di presentazione.

Come sempre PRIMA di accingerci alla tornitura,affiliamo per bene il nostro utensile:

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Come già visto in precedenza (sgorbia per profilare) ci serviamo del jig

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Ricordate che il jig è un aiuto;importante ma non risolutivo:dovete aver ben assimilato le azioni che vi permettono di ottenere il tagliente desiderato. Il jig vi permetterà unicamnte di avere ripetibilità e velocità.

Dopo aver affilato la sgorbia,passiamo al montaggio del legno sul tornio;potremmo usare il platorello oppure l'anello. Data la massa importante e la scarsa tenuta del legno (Pino),da evitare la coda di porco.
Il vantaggio dell'anello sta nell'avere necessità di una piccola zona spianata,dove essere applicato (realizzabile anche con uno scalpello) ed inoltre possiamo montare già il mandrino,che non toglieremo più fino al termine della lavorazione.
Ho scelto quindi l'anello;buonsenso ed esperienza vi suggeriranno,in seguito, il vostro procedere (ma fate sempre un'analisi completa delle variabili)

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Avvitato in posizione l'anello,montiamo il tutto sul tornio:

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E,visto che siamo in fase di sgrossatura e con pezzo sbilanciato,ci aiutiamo con la contropunta (suggerimento valido sempre ma indispensabile con piccoli torni)

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Posizioniamo poi il poggiautensili:ad una distanza minima dal legno (ma sempre curando che non vi siano interferenze) e ad una altezza tale che la sgorbia,tenuta orizzontale,abbia la "punta" coincidente con il centro di rotazione.

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Siamo pronti per iniziare la tornitura;la prima operazione sarà volta a regolarizzare il diametro del legno:avremo così una rotazione senza vibrazioni inutili che disturberebbero la nostra azione di taglio e che sottoporrebbero a stress inutili il nostro tornio (soprattutto con torni medio-piccoli).
La sgorbia va tenuta con il manico leggermente inclinato verso il basso e con la gola puntata in direzione del taglio;come sempre, la mano che poggia sul poggiautensili regola la sporgenza della sgorbia verso il legno,seguendo un moto rettilineo.

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Nel dettaglio potete osservare come il tallone della sgorbia poggi sul legno,durante l'azione di taglio

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Truciolando,arriverete a questo punto:

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Con una matita (o pennarello) segneremo il diametro (teniamoci abbondanti nella misura) della presa in comprensione (adeguata al nostro mandrino e con le modalità descritte nel precedente capitolo)

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Per ricavare la presa,ribassando la porzione di legno che la circonda,abbiamo due possibilità di taglio;
la prima è la seguente:

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Si tratta di un taglio "a tirare",che parte dal centro e procede verso l'esterno;il manico va tenuto basso,in modo da lavorare con la punta della sgorbia più in alto rispetto al centro di rotazione. La sgorbia lavora tallonando nella porzione tra punta e inizio dell'ala.
Si tratta di un taglio aggressivo,poco preciso e di non facile controllo ma molto efficace quando se ne sia appresa la meccanica.

In alternativa,un taglio più "canonico",utile anche nella conservazione dei bordi (facili a scheggiare con il taglio precedentemente descritto);utilizzato sempre quando la superficie di taglio debba essere spianata in modo regolare. Si tratta di un taglio "a spingere",quindi più delicato e controllabile.

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Una volta tolta la porzione di legno per  delimitare l'altezza della presa (circa 8 mm.) ne definiremo il corretto diametro
Con un'entrata diretta (tallone perpendicolare al legno) andremo ad eliminare il materiale in eccesso,dando anche un leggero andamento a "V" per migliorare la presa delle griffe.

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Ecco come si presenterà la nostra presa:

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Ora ci dedicheremo a tornire e definire la forma esterna della nostra ciotola:nella foto,la freccia indica la direzione di taglio corretta (sdraierete la fibra corta sulla lunga,con evidenti benefici nella finitura)

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Eseguiremo un taglio "a spingere",visto che stiamo imparando ad essere precisi
Utile anche perchè stiamo utilizzando una conifera,legno delicato e morbido,che richiede precisione e scarsa pressione di taglio;una latifoglia perdonerebbe qualche eccesso di foga che qui si tradurrebbe invece in scalini ed ondulazioni (ma stiamo imparando...e anche queste considerazioni sulla materia prima fanno parte del bagaglio tecnico di un buon tornitore )
Per avere la massima libertà di movimento,togliamo la contropunta dal tornio.

Ecco come procederemo:

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Via via "arrotondando",cercando di ottenere una passata continua,con spessore ben controllato,creando una linea fluida e continua

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Ed eccoci arrivati alla definizione della nostra ciotola:

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Questo è il momento in cui avete esercitato il vostro senso estetico;la ciotola è infatti definita nella sua forma definitiva.
Quello che per molti tornitori è il punto d'arrivo-lo scavo-non è nient'altro che un puro esercizio tecnico,in cui tutto ciò che è richiesto è di seguire il profilo già definito e di farlo in modo corretto,meccanicamente ineccepibile.

NOTA BENE: nell'esercizio stiamo utilizzando Pino;una presa come quella descritta NON reggerebbe le sollecitazioni di uno scavo ma si strapperebbe.
Del resto,tutto il lavoro fatto è servito a definire correttamente la forma della ciotola con le corrette proporzioni e resta assolutamente valido quando utilizziamo un legno proveniente da una latifoglia (molto più robusto e resistente).
Se state utilizzando,come nell'esempio,una conifera,a questo punto tornirete via la presa e,sul fondo ben spianato,incollerete un blocchetto di legno (nell'esempio,Faggio) sempre in legno traverso e da cui ricaverete una nuova presa di sicura efficacia e sicurezza

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Con la nostra presa efficacemente stretta nelle griffe del mandrino,la prima operazione da eseguire è la spianatura della superficie dove andremo poi ad eseguire lo scavo;oltre ad evitare che i bordi della ciotola siano irregolari,questa tornitura "pulisce" la superficie,permettendoci di vedere eventuali imperfezioni,crepe,etc e ancora una volta favorirà un miglior equilibrio dinamico (da ricercare sempre:tornire non vuol dire fare a cazzotti con un tornio imbizzarrito )

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Per ottenere il risultato,lo avrete intuito,utilizziamo il taglio "a spingere" visto in precedenza.
Bene!
E' arrivato il momento di eseguire lo scavo;partiremo,come in foto,con il tallone perpendicolare al legno (avremo il manico tutto sulla nostra dx).
Mentre la sgorbia penetra nel legno,con sgorbia orizzontale e gola nella direzione di taglio,il manico effettua uno spostamento ad arco verso sx,mantenendo il contatto tra legno e tallone;a fine rotazione la sgorbia proseguirà l'azione verso il centro dello scavo in modo rettilineo.

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Provate il movimento a tornio fermo,fino a memorizzarlo;eseguitelo senza frenesia o ansia:deve essere lineare e continuo.
Durante il procedere dello scavo,spostate il poggiautensili all'interno della ciotola:cercate sempre di avere una porzione minima di sgorbia esposta,per mantenere una leva il più possibile a voi favorevole

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Ed eccoci a fine scavo (ricordate mentre procedete,di controllare lo spessore della parete per far si che sia regolare;non è solo un problema estetico:le tensioni delle fibre si distribuiranno meglio in uno strato uniforme)

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Siamo quasi al termine delle nostre,piacevoli,fatiche;non ci resta che eliminare la presa-mandrino.
Dalla cassetta degli scarti prelevate un pezzo che possa raggiungere all'incirca il diametro mediano interno della ciotola;nel tempo raccoglierete scarti di lavorazioni e prese e troverete velocemente qualcosa di adatto.
Per ora,all'inizio dell'avventura,magari dovrete fare il pezzo ex novo:tutto esercizio
Quì vedete il pezzo di recupero,già serrato nel mandrino:

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Una veloce lavorazione per adattare il profilo alla curva interna della ciotola:

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Un foglio doppio di carta da cucina,interposto tra martire e ciotola previene righe e slittamenti:

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Calziamo la ciotola e con l'aiuto della contropunta la centriamo in posizione;la centratura sarà facilitata dal segno lasciato in precedenza dalla contropunta,quando abbiamo tornito il martire per ricavare la presa mandrino

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A questo punto,torniamo con delicatezza il fondo della ciotola,mantenendo una piccola porzione del martire:

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Giunti a questo punto,togliamo la ciotola dal tornio e con, un affilato scalpello piatto, togliamo il residuo del martire e pareggiamo bene il fondo.

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Direi che abbiamo terminato e possiamo goderci la nostra prima ciotola

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Da quì in poi,il miglioramento dipende da voi,dalla vostra tenacia e dalla vostra passione


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Sani Marco
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Quale sarebbe la colla piu indicata per attaccare il martire? Per velocita direi colla a caldo ma reggerebbe?


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Kermit
(@kermit)
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Difficile a dirsi, in molti video c'è chi la usa, il problema?

Spessore della colla, planarità dei pezzi peso del pezzo, forza con cui si lavora... Secondo me è meglio avere le superfici ben piane (pialla o altro) e usare la titebond o vinavil legno... Usando comunque dimensioni un po' più generose del minimo indispensabile (se ad esempio ho due kit di griffe del mandrino, per sicurezza preferisco usare quelle grandi, più superficie = più tenuta) lo spessore sempre corretto in base alle griffe, e mi raccomando ( io ho sbagliato all'inizio) entrambi i pezzi di traverso! Mai uno di testa, soprattutto il martire... Per molti è scontato, per me non lo era.


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Sani Marco
(@sani-marco)
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@Kermit grazie dei consigli


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Roberto Cecconello
(@roberto-cecconello)
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La colla a caldo c'è chi la usa...io la uso esclusivamente per pezzi molto piccoli. Una buona colla vinilica è garanzia migliore di tenuta ( a patto che le superfici siano perfettamente spianate.)

Come ricordato già da Dario:mai incollare di testa 😉 


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Sani Marco
(@sani-marco)
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Post: 5
 

Grazie Roberto. La vinilica ovviamente ha tempi di asciugatura lunghi e ne deduco che tutti i video dove apparentemente incollano e via subito a lavorare siano..... Beh.... Poco veritieri 🤣 


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Roberto Cecconello
(@roberto-cecconello)
Presidente , CD
Registrato: 1 anno fa
Post: 1179
 
Postato da: @sani-marco

Grazie Roberto. La vinilica ovviamente ha tempi di asciugatura lunghi e ne deduco che tutti i video dove apparentemente incollano e via subito a lavorare siano..... Beh.... Poco veritieri 🤣 

Direi di si;per una presa normale fai passare le 24 ore. Ci sono anche viniliche rapide ma nel senso di "first attack" (come per le migliori alifatiche);anche queste,per una presa garantita richiedono almeno le 6/8 ore


Enzo e Sani Marco hanno apprezzato
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