Tecnica - Le prese
 
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Tecnica - Le prese


adminaiatl
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Topic starter  

di Roberto Cecconello.

Vi vedo tamburellare nervosamente le dita.....in attesa di tornire
Smettete di tamburellare e mettetevi comodi: niente trucioli ma ancora qualche spiegazione.
Ancora?
Ancora!
Nella parte precedente abbiamo preso atto che,PRIMA di mettere un pezzo di legno sul tornio,dobbiamo avere le idee chiare su cosa vogliamo ottenere  e come farlo sfruttando al meglio le caratteristiche di QUEL pezzo di legno.
Ora ci occuperemo di COME fissare il legno sul tornio.
Abbiamo diverse possibilità; la scelta va sempre fatta privilegiando la sicurezza .
Con il tornio vengono solitamente forniti,a corredo,platorello e punta trascinatrice.

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Questa e' una versione generica; potrete trovarne con asole e fori,con soli fori..in sostanza,potrete fissare pezzi di tavola o di travi( legno traverso,ricordate?) con viti che attraversano il platorello e "tirano" sulla superficie dello stesso il legno.
Perché legno traverso?
Perché è noto che una vite fa ben poca presa se avvitata nel senso parallelo alle fibre.
Questo tipo di fissaggio comporta:

a) la parte che va a contatto con il platorello va piallata ( o comunque spianata) per consentire una superficie di contatto omogenea e stabile
b) il lato su cui vengono avvitate le viti,conserverà traccia dei fori; ergo,si suppone che andrà scavato eliminando così il problema. Tenetene conto quando scegliete il lato da fissare ( estetica) e controllate la lunghezza delle viti.
c) controllare la qualità del vostro platorello; eventuali difetti di planarita e ortogonalita' si ripercuoteranno inevitabilmente sul tornito.

A conclusione,la mia opinione personale: il platorello aveva una ragion d'essere quando il mandrino non esisteva. Si utilizzava allora il sistema detto "a coppaia": un pezzo di legno ( traverso) fissato saldamente al platorello,nel quale veniva ricavata una presa a tenone e mortasa ( solitamente il tenone era ricavato sul legno in lavorazione).
A seconda delle situazioni si ricorreva poi a colla o spine di legno per il fissaggio in lavorazione.
Tracce di queste lavorazioni possiamo trovarne ( e farne talvolta buon uso) quando incontriamo un "jam chuck";che sarebbe come dire "coppaia"..... ma in inglese fa più fine,anche quando non so di cosa parlo
Ora,il platorello,può trovare finalità più specifiche in lavorazioni particolari,come la tornitura "multicentro" ( a cui verrà riservato un capitolo a parte)

Punta trascinatrice

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Questo è il tipo più comune ( ed economico); una volta trovato il centro ( cercacentro,incrocio di linee,ad occhio,come vi pare) della testa del vostro tronco,vi pianterete saldamente ( martello di gomma o legno: non danneggerete il cono morse) la punta,porterete tutto sul tornio,infilerete il codolo della trascinatrice nell'albero del tornio ed infine avvicinerete la torretta della contropunta fissandola e puntando la contropunta nel cento del legno ( che avrete segnato precedentemente).
Questo è il tipo di fissaggio generalmente utilizzato con legno parallelo ( ricordate?) per eseguire la prima sgrossatura e preparare eventuali prese in compressione per il mandrino.

Abbiamo visto le opzioni a costo zero ( fornite con il tornio); oltre a queste abbiamo una serie di possibilità offerte dal "mitico" mandrino.
Gioie ( comodità,precisione e sicurezza) e dolori ( un buon mandrino costa,e costa tanto ma acquistare un mandrino impreciso equivale a sprecare denaro,non a risparmiarlo)

Mandrino e corredo
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In questa immagine vedete un mandrino; in primo piano la coda di porco ( fornita a corredo) e montate sul corpo,vedete le griffe ( quelle specie di alette che sporgono in avanti)

Coda di porco

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Qui la vedete,stretta fra le ganasce del mandrino,nell'uso più classico: avvitata su legno traverso ( come normale,per una vite. Anche se il disegno della fibratura  e' sbagliato nell'immagine) "tira" in battuta il legno sulle griffe del mandrino. Intuitivo il fatto che sia una presa preparatoria per altre prese ( compressione od espansione) e che verrà eliminata da uno scavo.
Una presa comoda e discretamente sicura,a patto che il preforo sia correttamente dimensionato e il pezzo in lavorazione non abbia grandi dimensioni o squilibri evidenti.

Con il mandrino potrete tenere il pezzo di legno,tramite le griffe,realizzando un tenone ( presa in compressione) di circa un centimetro di lunghezza e di diametro pari a quello delle griffe tutte chiuse,maggiorato di un paio di millimetri ( misura in cui le griffe formano un cerchio,dando massima presa su ogni punto).
In alternativa potrete realizzare una cava,profonda dai 4 ai 6 millimetri e con diametro come visto precedentemente,in cui le griffe faranno tenuta per espansione ( attenzione agli spessori in gioco e mai con legno parallelo- si fenderebbe la fibra -)

Ritorneremo,durante i primi esercizi,in modo più esplicativo sulle "prese mandrino",sia per la costruzione che per l'eliminazione.

Infine,un utile accessorio per il mandrino ( da acquistare a parte)

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Sono anelli in acciaio,da fissare con viti al legno e che poi verranno "presi" in espansione dalle griffe del mandrino . Occorre prestare attenzione nell'acquisto : la misura della presa interna dell'anello deve essere corretta per il vostro mandrino; non sono,in altre parole,universali ma dedicati.

Ora cercatevi un pezzo di legno: la prossima volta  inizieremo a tornire .
Promesso


Francesco Corato e Enzo Maranci hanno apprezzato
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Emiliano
(@emiliano)
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salve a tutti,

oggi ho iniziato ad usare il tornio per la prima volta. Ho provato a fare un cilindro da un tronchetto tra le punte, poi ho fatto alle estremità due prese per mandrino. Ho segato il cilindro a metà e poi ho provato a prenderne una delle due metà con il mandrino autocentrante ma il pezzo girava fuori asse. Non ho mandato in battuta la presa contro le griffe visto che il tronchetto iniziale non lo avevo sfacciato. Ho provato e riprovato ma ruotava sempre fuori asse.

Mi aiutate a capire cosa ho sbagliato e come fare per poter avere il pezzo in asse quando passo da trascinatore e contropunta a mandrino?

grazie


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Roberto Cecconello
(@roberto-cecconello)
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Postato da: @emiliano

Non ho mandato in battuta la presa contro le griffe visto che il tronchetto iniziale non lo avevo sfacciato. 

Benvenuto fra i tornitori 😉

La frase quotata denuncia già un problema non da poco.

Una buona presa mandrino dovrebbe:

a) essere perfettamente planare nella zona d'appoggio frontale delle griffe

b) avere un diametro pari al diametro interno delle griffe quando esse sono aperte a formare un cerchio perfetto (di solito aperte molto poco)

c)avere un andamento leggermente conico,a copiare quello delle griffe

d) la lunghezza della presa deve esse tale da evitare che il legno tocchi sul fondo delle griffe

e)la presa dovrebbe essere perfettamente tonda,cosa da verificare sempre con un calibro.

f) mettere in posizione il legno semplicemente spingendolo con un dito puntato al centro.

Naturalmente stiamo descrivendo una presa in compressione;per ogni altro eventuale dubbio...siamo qui 😎 


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Emiliano
(@emiliano)
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grazie per la risposta completa,

oggi ho provato e riprovato seguendo i consigli, con un po' di precisione in più sono riuscito a fare un paio di prese mandrino buone.

grazie

Bello il tornio 🤩 


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Roberto Cecconello
(@roberto-cecconello)
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@emiliano

Bene,felice di essere stato utile.

All'interno di questa sezione trovi tutto il materiale che serve a chi inizia:dal legno alle opere più impegnative 😉 


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Emiliano
(@emiliano)
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buonasera a tutti,

avrei un dubbio sulla presa mandrino in espansione... 

Tornendo una ciotola con legno traverso mi troverei molto comodo facendo una presa in espansione poiché poi non serve togliere il tenone, il pezzo è già finito, è più comodo carteggiare...

perche anche guardando filamti non si vede mai una presa in espansione? si può fare in sicurezza? 

grazie


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homofaber
(@giovanni-davide-magrelli)
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@emiliano io non ho mai fatto una presa in espansione, ma questo non vuol dire che non si possa fare.....

Non l'ho mai fatta, neanche quando ero agli albori della mia scarsa carriera di tornitore:

- perchè non la trovo elegante, i segni delle griffe rimangono.

- perchè non la trovo sicura sul legno, specialmente su spessori sottili, .... il legno è fatto di fibre, non è come l'acciaio.

- perchè tornire per me è un percorso..... alla ricerca del divertimento e finalizzato a quello che ho in mente....e poi  le scorciatoie non mi sono mai piaciute.

Ma ripeto....non è detto che non si possa fare.....

grazie da Gianni.
Aurelio docet: "non è perchè sono a dieta, che non posso leggere il menù...." (A.B.)


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Emiliano
(@emiliano)
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@giovanni-davide-magrelli

ciao,

su spessori sottili non la farei, capisco che il legno possa strapparsi a causa della tensione ed anche perché se si vuole fare una parete uniforme e sottile non va bene. vorrei capire se su spessori intorno ai 10/12 mm sia sicura come presa. A me piace esteticamente( se le griffe non segnano troppo) ed anche come appoggio preciso una volta finito il lavoro.


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homofaber
(@giovanni-davide-magrelli)
Estimable Member Soci
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Post: 119
 

@emiliano, non tutti i legni sono uguali......, non tutti i punti di una stessa tavola, di uno stesso  tronco sono uguali....., per cui io non saprei codificarti una sicurezza, dove di sicuro non c'è niente... 😉 

Poi, mi disse uno dei più grandi falegnami esistenti....: "io faccio così, ma tu non farlo...!"

Ergo, non c'è niente di meglio che indossare le dovute protezioni e provare....

grazie da Gianni.
Aurelio docet: "non è perchè sono a dieta, che non posso leggere il menù...." (A.B.)


Emiliano hanno apprezzato
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Roberto Cecconello
(@roberto-cecconello)
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Post: 1284
 

Oltre le considerazioni,corrette,di Gianni...va sottolineato un punto:una presa va comunque tolta.

Perchè?

Perchè è una "scoria" di lavorazione;come il codolo di una fusione in metallo,il moccolo sul tubo del soffiatore di vetro.

Ma soprattutto perchè crea una zona di spessore diverso e quindi di tensioni diverse nel legno e quelle tensioni si sfogheranno.Magari ci mettono tempo ma succederà. Così come il comodino di nonna che era lì da 100 anni e portato in laboratorio per quella piccola riparazione si crepa tutto.Il legno respira,sempre.

Si tratta di un'ubbia personale?

No. Ho avuto la fortuna di far parte di giurie internazionali e posso garantire che tutti ( ma proprio tutti) guardano alla presenza della presa;indipendentemente dalla forma e dalla dimensione se è presente, il lavoro viene scartato,declassato.

Infine,non è neanche questione di sicurezza. Una presa va scelta in base al tipo di lavoro,di legno,di lavorazione,di utensili che utilizzeremo. Forse che una presa in compressione,canonica, su Ciliegio in parallelo è sicura? Dipende....

Una presa in espansione,su Frassino in traverso,con uno spessore di 15 mm. è sicura? Dipende....

Dimenticavo:un appoggio corretto non è mai (dico mai) planare:un fondo è sempre leggermente concavo di modo che solo l'estrema circonferenza tocchi il piano.

So che può sembrare frustrante...ma i tornitori lavorano con il legno ed è lui a dirci cosa è meglio fare. Dobbiamo rassegnarci a conoscerlo bene,farcelo amico confidente.

Secondo me,neh 😉 

Questo post è stato modificato 2 mesi fa da Roberto Cecconello

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Emiliano
(@emiliano)
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Postato da: @roberto-cecconello

So che può sembrare frustrante...ma i tornitori lavorano con il legno ed è lui a dirci cosa è meglio fare. Dobbiamo rassegnarci a conoscerlo bene,farcelo amico confidente.

ho capito, dovrò abbandonare il mio retaggio da Ing. 🤣 🤣  non sarà facile 😆 

 

Postato da: @giovanni-davide-magrelli

Poi, mi disse uno dei più grandi falegnami esistenti....: "io faccio così, ma tu non farlo...!"

Ergo, non c'è niente di meglio che indossare le dovute protezioni e provare....

...e chissà che non ne esca qualcosa di buono 😆 

 

 


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