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Storia di Masca


d8prema
(@davide)
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Salve a tutti,

ritorno sulle pagine dell’associazione dopo una lunga assenza dettata da impegni lavorativi che mi obbligano, come ogni anno “nell’alta stagione”, ad interrompere ogni attività legata a legni e affini. Dopo questa doverosa premessa passo a presentarvi la mia ultima nata, a corredo ho voluto scrivere una storia per onorare l’essenza da me utilizzata.

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

   Storia di Masca

Tutto ebbe inizio esattamente cent’anni fa, proveniva dalla bassa, era stata trapiantata esattamente il 2 Ottobre del 1920 in un gelido sabato pomeriggio.

Nonno Luigi, in quegli anni allievo ufficiale dell’Accademia Militare di Modena, era cliente abituale all'osteria Ermes e tra le tante cose che elogiava in primis metteva il liquore nocino offerto il più delle volte come cordiale.

Conseguita la laurea con lode, come souvenir per accontentare un po’ tutti i cari incluso se stesso, decise di far rientro nella sua pittoresca Valle Vigezzo non con una semplice bottiglia di nocino ma con una giovane pianta di noce scatenando l’ilarità dei compaesani.

In quei giorni il terreno era come marmo ma nonno Luigi per nulla intimorito, per mezzo di picco e pala, scavò un buco sufficientemente profondo da poter ospitare le timide radici della pianta. 

Luigi battezzò il noce col nome di Masca, in ricordo della prima amata e gli assegnò un luogo di tutto rispetto che sorgeva lungo i terrazzamenti di muri in pietra a secco in località Zurent eretti da sapienti mani molti anni addietro, un campo dove ombre piegate dalla fatica seminavano segale e patate, un magnifico belvedere su tutta la catena del Rosa e luogo di perdizione delle giovani coppie.

Per festeggiare la nuova arrivata, nonna Mariuccia preparò per tutti i commensali un eccelso bollito misto accompagnato da mostarda, salsa verde e patate nostrane il tutto innaffiato da un corposo Prünet e per coronare il tutto servì la torta di pane e latte, rigorosamente fatta con il pane nero di Coimo e latte di vacca mentre per i palati più fini presentò la Fugascina di Mergozzo, oggi esportata in tutto il mondo.

Negli anni a seguire, Masca, vide strepitose cose.

In primis, la costruzione della Ferrovia Vigezzina Centovalli che accompagnò l’estro viandante tra pennellate di colori camaleontici coronati da alte cime e accompagnate da un fischio nostalgico.

Giunsero poi gli anni dell’occupazione e nell’autunno del 1944 la repubblica dell’Ossola con i quaranta giorni di libertà tramontati col rastrellamento fascista.

Ebbe l’incomparabile privilegio di conoscere la maggior parte degli scalpellini che contribuirono alla costruzione del Santuario della Madonna del Sangue consacrata il Il 5 agosto 1958.

Nel pieno della sua giovinezza, riuscì miracolosamente indenne all’alluvione del ’78, in seguito vide passare sopra alla sua folta chioma molte lune e molti più aerei da e per Milano Malpensa fino alla fatidica notte tra il 2 e il 3 Ottobre 2020.

Quella maledetta notte, esattamente alle tre del mattino, un forte vento proveniente da Est, si scagliò prepotentemente contro ogni cosa che incontrava lungo il cammino.

I primi a prendere il volo, quasi come se fosse stato per mano divina, furono i tetti delle baracche abusive e le parabole di Sky.

Quel demone di vento non risparmiò nemmeno tegole e comignoli che dai tetti delle case, come unica scappatoia a una morte certa, si gettarono disperatamente sui selciati sottostanti.

Stessa sorte toccò alla croce della chiesa di Sant’Ambrogio che cadendo si impiantò al contrario sul cofano della Panda 45 rossa di don Giovanni.

Nel mentre, circondata da un tremendo frastuono, Masca si aggrappava con forza alla terra che l’aveva accolta e nutrita, gridava aiuto alle  piante di faggio e betulla protendendo i rami in un gesto di supplica. Queste, sempre state distanti e diffidenti nei suoi confronti si guardavano bene nel darle conforto,  la ignoravano e si stringevano tra loro opponendosi così alla forte spinta del vento. 

Finalmente, dopo circa mezz’ora tutto cessò d’incanto e Masca barcollante si ridestò  sorpresa di essere ancora in posizione verticale o quasi, ora vedeva la scura silhouette del Pizzo Ragno che sovrastava il cielo sopra l’abitato spostata leggermente verso sinistra. Notò inoltre che il terreno sottostante divenuto ingobbito come un dromedario, era ingombro di sacchetti, indumenti e quant’altro.

Quando sulle pendici del Monte Gridone giunsero le prime luci dell’alba, sui rami del vecchio castagno, ignaro dell’accaduto perché sordo e con sonno profondo, si posarono le prime cinciallegre, tristi perché non portavano il solito canto ma sussurravano un lamento per la sorte di Masca.

Alle sei, più violenta e decisa della precedente, giunse la seconda ondata di vento e accompagnata da un grido cruento pose fine ai cent’anni di solitudine di Masca.

                                                                                Fine…

 

La storia di Masca non poteva finire così, quindi ho reciso le sue radici esattamente l’11 Novembre alle ore 11:00.

Tra le piante recuperate dopo l’alluvione abbattutasi sull’intero Verbano-Cusio-Ossola, Masca è senza dubbio la più vigorosa e con un anima di tutto rispetto, credo proprio che nonno Luigi, oltre a essersi ingolosito dei suoi frutti, si fosse preoccupato già ai tempi per il suo destino.  

La base misura 90 cm di diametro, il fusto, con un diametro di accrescimento costante, si sviluppa linearmente fino alla biforcazione dominante che ho scelto come pezzo da far girare sul tornio.

Lavorare un legno recuperato nel bosco vicino casa, conoscere la sua storia e se si ha tempo e curiosità partecipare a tutto il processo che precede l’attimo del fissaggio del pezzo al mandrino, conferisce all’essenza un sentore differente a confronto di legni ben confezionati e pronti all’uso.

Dimensioni finali del manufatto 27 cm di diametro per 21 cm di altezza.

Come finitura ho scelto ciò che abbonda nella mia cantina, oltre al buon vino, olio di vaselina.

                …E da oggi in poi posso riposare tranquillamente sotto l’ombra di un noce!

      Alegher!

 

Foto (preferenza: a vostra discrezione)

1-Origine della forma

2-Le 4 facce di Masca

3-Masca Sottosopra

4-Masca & le3Noci

5-Masca & Zuleika Purple che ringrazio di cuore per aver posato.

 

1 Origine della forma
2 Le4facce di Masca
3 Sottosopra
4 Masca&le3Noci
5 Masca&Zuleika Purple
Questa discussione è stata modificata 5 mesi fa da d8prema

giovanni zeni hanno apprezzato
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bronco
(@bronco)
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Post: 20
 

Onestamente non so cosa ho preferito.

Trovo la tornitura ad un ottimo livello, ma il tuo modo di scrivere mi ha ricordato tantissimo i sapori e i colori del Don Camillo di Guareschi che io adoro.

Quindi da me solo tanti complimenti!


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Bruno Bologni
(@brunino)
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Registrato: 2 anni fa
Post: 762
 

Davide, bravo al tornio e bravo anche con la penna, il raconto e prodromico all'emozione di vedere il "sopravvissuto", complimenti


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Kermit
(@kermit)
Soci,CD
Registrato: 2 anni fa
Post: 1090
 

Che rientro in pompa magna! Grandissimo!

Grazie per aver speso del tempo per renderci partecipi di una così bella (e sfortunata) storia e della tua classe col legno... Probabilmente molto ispirata in questo caso


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d8prema
(@davide)
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@bronco Grazie 1000


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d8prema
(@davide)
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@brunino Ti ringrazio Bruno

 


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d8prema
(@davide)
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Post: 69
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@kermit Grande Kermit,

conclusa la sessione fotografica avrei potuto pubblicare il tutto in quattro e quattr'otto ma non avrei reso giustizia a quel profumo che innondava la stanza, il quadro era incompiuto. Ho voluto dare un'ulteriore finitura ad inchiostro e Masca si è pure divertita!

Un buon proseguo a tutti

Questo post è stato modificato 5 mesi fa da d8prema

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Roberto Cecconello
(@roberto-cecconello)
Presidente , CD
Registrato: 2 anni fa
Post: 1473
 

Un bel lavoro 😉 

Saper dare un'identità a ciò che tiriamo fuori dal tornio è essenziale;in fondo con i nostri lavori raccontiamo sempre una storia,nostra o di altri.

Bravo anche con il racconto 😉 


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d8prema
(@davide)
Trusted Member Soci
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@roberto-cecconello Un bis-grazie Roberto, sempre bello essere qui!


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gabriele bosio
(@gabriele-bosio)
VicePresidente, Soci, CD
Registrato: 1 anno fa
Post: 281
 

grazie per averci raccontato la bellissima storia di questo albero. Mi ha commosso.

Bella anche la tornitura con cui gli hai fatto onore.


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d8prema
(@davide)
Trusted Member Soci
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@gabriele-bosio Grazie a te Gabriele.


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